La “sinestesia” nella psicofisiologia dello spettatore nel cinema

28 08 2008

Il film interagisce col corpo dello spettatore. Un gioco comunicativo d’azione e inibizione dei sensi. Dopo i primi istanti di proiezione di un film, si attiva quella potente fascinazione: che semplicemente dimentichiamo di star assistendo ad uno spettacolo d’ombre.

Seguendo un film l’interdipendenza vista – udito, c’introduce a stadi diversi dal punto di vista fisico. Ad una scena drammatica o spaventosa, il nostro corpo si tende, ma una scena serena, rilassa lo spettatore nella sua poltrona. Molte volte è facile notare anche a noi stessi, l’induzione ad assumere posture e comportamenti dei personaggi dello schermo. Sembra semplice, ma il rapporto comunicativo che si stabilisce fra il film e chi lo vede è complicatissimo e si creano rapporti complessi tra percezione e azione a livello psicofisiologico dello spettatore.

L’immagine filmica interagisce con il corpo dello spettatore, ma questo corpo, al confronto con l’esperienza quotidiana, sperimenta tutta una serie d’assenze – d’odori, gusti, la possibilità di toccare e di porsi in rapporto spaziale con altri volumi corporei. Lo spettatore però è in grado di avere le stesse risposte sensoriali che avrebbe nella realtà. Ciò avviene perché il corpo organico presente in sala è indotto a stabilire rapporti sostitutivi da quei fisici che gli sono negati.

La nozione di sinestesia è sempre associata alla concezione del corpo come schema d’interdipendenze. Gli stimoli esterni raggiungono lo spettatore dallo schermo ed implicano un’attività sensoriale e tutta la persona è coinvolta nell’attività.

Immagini e suoni colpiscono i sensi e dopo la loro diffusione sulla superficie corporea, raggiungono il cervello e gli stimoli sensoriali si trasformano in cambiamenti psichici di riflesso con durata variabile che dipende dall’idiosincrasia dell’individuo e dal proprio orientamento soggettivo.

 

 

Riferimenti bibliografici

  • Wilson G.M., Narration in Light: Studies in Cinematic Point of View, John Hopkins University Press, Baltimore 1986.
  • Warshow R., The Immediate Experience, Doubleday, New York 1962
  • Rondolino G., Cinema e musica, UTET Libreria, Torino 1991
  • Powers W, Behaviour: Control of Perception, Aldine, Chicago 1973
  • Calzavara E., Il lavoro di spettatore, Nuove Edizioni Romane, Roma 1978
  • Angelici A., Psicologia del cinema, Liguori, Napoli 1992

Actions

Information

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.