Dalla semplice illusione di movimento a tutta la gamma complessa delle emozioni, passando attraverso fenomeni psicologici come l’attenzione o la memoria, il cinema nel suo complesso è fatto per rivolgersi allo spirito umano mimandone i suoi meccanismi. Il film non esiste né sulla pellicola, né sullo schermo, ma solamente nello spirito, che gli dà la sua realtà. Secondo Rudolf Arnheim, il film può riprodurre automaticamente delle sensazioni analoghe a quelle che colpiscono i nostri organi di senso, ma lo fa senza il correttivo dei processi mentali. Ha a che fare con ciò che è materialmente visibile, e non veramente con la sfera umana del visuale. Il colore, la forma, la dimensione, il contrasto, la luminosità tutte caratteristiche fisiche del reale, vengono “manipolate” sotto forma di regole di regia (mise en scène), di montaggi particolari, secondo sempre calcoli coscienti e volontari per conquistare lo spettatore.
Le immagini cinematografiche hanno una potenza di impatto emozionale sullo spettatore. Lui ha un bel sapere che non è lui ad assistere a quella scena, che quell’immagine piatta, non è reale ma un simulacro a due dimensioni inscritto chimicamente su una pellicola e proiettato su uno schermo. Egli però si identifichi al soggetto della visione, allo sguardo del personaggio, per via del suo carattere, dei suoi tratti psicologici dominanti, del suo comportamento generale. Una identificazione mai così totale e monolitica, ma al contrario estremamente fluida, ambivalente e permutabile nel corso della proiezione del film. Nel corso del processo reale della visione di un film, ogni sequenza, ogni nuova situazione, rilancia l’identificazione, re distribuisce i ruoli a ridisegnare la collocazione dello spettatore. Tutto grazie alla straordinaria flessibilità del découpage narrativo classico: la scena più banale si costruisce cambiando continuamente punto di vista, inquadratura, focalizzazione, influenzando lo spettatore sul processo di identificazione.Quindi il cinema è come uno specchio che il mondo vi si trova semplicemente riflesso. Il cinema è sogno, è invenzione. Realismo e fantasia si toccano fino a fondersi e lo spettatore viene evaso dalla realtà stessa attraverso varie forme espressive dell’arte cinematografica. L’arte dello spirito umano.

